chi ha ucciso michael jackson?
Ovviamente Michael Jackson non è morto. Lo hanno visto nell’ufficio postale di Blackpool, in Inghilterra: «Mi è bastato guardarlo negli occhi per essere certo che fosse lui» scrive un avvistatore su uno dei siti che raccolgono le teorie del complotto sulla sorte del cantante.
All’aeroporto di Miami, invece, Jackson portava un foulard bianco e una mascherina nera, ed era circondato da guardie del corpo: «La gente ha cominciato a urlare Michael, e l’ho fatto anch’io» racconta un altro fan. In Norvegia aspettava un treno, all’hotel Hilton di Dubai usciva dall’ascensore, in Nuova Zelanda saliva su un elicottero…
Ma per trovare la prova finale della falsità del suo decesso, che sarebbe stato inscenato per sottrarsi a 400 milioni di debiti e all’obbligo di un ritorno sulla scena mai veramente voluto, bisogna andare su Youtube.
Dove centinaia di migliaia di navigatori hanno visto varie versioni di un video in cui Michael esce sulle sue gambe dal furgone del medico legale di Los Angeles in cui era entrato coperto da un telo bianco su una barella.
Che Michael sia l’Elvis del nuovo millennio lo si capisce non solo dalle teorie del complotto che si rincorrono su internet, o dal fatto che compaia nel video We are the world per Haiti.
Come Presley, Jackson sta infatti dimostrando di avere successo da morto come da vivo.
This is it, il video sulla preparazione al suo rientro in scena mai avvenuto, ha venduto 1,2 milioni di copie solo nella prima settimana di lancio (sarà in edicola con Panorama, in dvd e blu-ray). Nei cinema il film aveva fatturato circa 260 milioni di dollari. Una somma destinata a lievitare con l’uscita dei brani inediti registrati dal cantante.
Nel testo di ognuna di queste canzoni i fan cercheranno nuove congiure capaci di spiegare una morte a cui non si sono mai rassegnati.
In pochi credono al primo referto ufficiale dell’autopsia, secondo cui ad ammazzare Jackson sarebbe stata un’intossicazione acuta da anestetico, il potente propofol, nome commerciale Diprivan, che andrebbe somministrato solo in ospedale, ma che il suo medico Conrad Murray (dall’8 febbraio formalmente sotto inchiesta per omicidio involontario) mescolava ad altri farmaci come demerol, midazolam, diazepam, lidocaina, efedrina.
Un cocktail così complesso da richiedere l’analisi di un esercito di consulenti medici: gli investigatori della polizia di Los Angeles hanno fatto trapelare che ci vorranno mesi prima che si concluda l’inchiesta.
E nel frattempo aumenteranno le teorie del complotto sulla morte della popstar.
L’ultima riguarda un messaggio che il dottor Murray ha lasciato nella segreteria telefonica di un altro suo paziente alle 11.54 nel giorno della morte del cantante. Esattamente quando, cioè, secondo la polizia, avrebbe dovuto essere impegnato nella rianimazione di Jackson.
Il messaggio è stato impugnato sia dalla difesa sia dall’accusa: per la prima si tratta della prova dell’innocenza del medico, per la seconda del suo tentativo di costruirsi una linea di difesa mentre la star era già morta.

Nessun commento:
Posta un commento